Il sistema endocannabinoide è una parte della rete di comunicazione dell’organismo. Comprende messaggeri prodotti dal corpo, recettori che possono riconoscerli ed enzimi coinvolti nella loro formazione o trasformazione. Non è un organo separato e non nasce dall’uso di cannabis o CBD. Esiste indipendentemente da questi prodotti.
Un nome lungo, un’idea semplice
«Endo» significa «all’interno». Gli endocannabinoidi sono quindi cannabinoidi prodotti nell’organismo. Due fra i più studiati si chiamano anandamide, abbreviata AEA, e 2-arachidonoilglicerolo, abbreviato 2-AG.
Il nome del sistema racconta anche la storia della ricerca: studiando i cannabinoidi, gli scienziati hanno identificato recettori e messaggeri interni al corpo. Nel 1992, per esempio, un gruppo identificò l’anandamide nel cervello di maiale. Era una scoperta su una molecola endogena, non una prova clinica su un prodotto. Studio di Devane e colleghi, sintesi in inglese.
Il glossario della Società Italiana di Farmacologia descrive in italiano i messaggeri, i recettori e gli enzimi del sistema.
Non occorre imparare questi nomi a memoria. È più utile ricordare che un messaggero prodotto dal corpo e il CBD sono sostanze diverse.
I tre elementi della comunicazione
Pensiamo a un messaggio inviato fra cellule. È un’immagine semplificata, che aiuta a distinguere i ruoli senza descrivere ogni passaggio chimico.
| Elemento | Un modo semplice per capirlo | Esempi |
|---|---|---|
| Messaggeri | Molecole che partecipano alla trasmissione del segnale. | Anandamide e 2-AG. |
| Recettori | Proteine attraverso le quali la cellula può rispondere a determinate molecole. | CB1 e CB2. |
| Enzimi | Proteine che facilitano trasformazioni chimiche, anche nella gestione dei messaggeri. | FAAH e MAGL, coinvolti nella loro degradazione. |
Il segnale non deve restare attivo per sempre. La sua durata dipende anche da come le molecole vengono prodotte e trasformate. Per esempio, uno studio su tessuti e cellule di ratto ha mostrato il ruolo dell’enzima MAGL nell’inattivazione del 2-AG. È un risultato di ricerca di base, da leggere nel contesto studiato. Dinh e colleghi, 2002.
Dove si trovano CB1 e CB2?
CB1 è molto studiato nel sistema nervoso, ma non è presente soltanto lì. CB2 è particolarmente rappresentato nelle cellule del sistema immunitario. La sintesi NIH del 2016 descrive questa distribuzione e le sue sfumature.
Uno studio su tessuti umani aveva già osservato differenti distribuzioni dei due recettori. Questo tipo di ricerca aiuta a capire dove cercare determinati segnali; non misura automaticamente un beneficio per chi usa CBD. Galiègue e colleghi, 1995, sintesi in inglese.
La posizione di un recettore è dunque un indizio sul suo ruolo biologico. Non è una lista di parti del corpo da «trattare» con un prodotto.
Un esempio: il messaggio di ritorno
Di solito immaginiamo una cellula nervosa che invia un segnale e un’altra che lo riceve. In alcune connessioni, la cellula che riceve può inviare un messaggio nella direzione opposta, modificando temporaneamente il segnale in arrivo.
Si parla di comunicazione retrograda. Uno studio su tessuti dell’ippocampo di ratto ha mostrato il coinvolgimento degli endocannabinoidi in questo meccanismo. Wilson e Nicoll, 2001.
Un’analogia è una conversazione in cui chi ascolta dice «modifica il volume». Serve a capire la direzione del messaggio, non significa che il cervello abbia un unico comando del volume. Il lavoro riguarda un meccanismo specifico, non tutti i segnali dell’organismo e nemmeno l’effetto di un olio commerciale.
Che cosa significa omeostasi?
L’omeostasi è il mantenimento di condizioni interne compatibili con il funzionamento dell’organismo. Non è immobilità: parametri come temperatura e glicemia vengono continuamente regolati. Questa è anche la spiegazione proposta dal dizionario scientifico del National Cancer Institute, in inglese.
È un concetto generale, che coinvolge molti sistemi. Dire che il corpo regola le proprie funzioni non dimostra che un prodotto «ristabilisca l’equilibrio». Né permette di riconoscere una presunta carenza attraverso sensazioni comuni.
E il CBD dove si colloca?
Il CBD non è anandamide e non è 2-AG. Il fatto che esistano messaggeri interni non dimostra la necessità di aggiungere cannabidiolo dall’esterno. Non possiamo trasformare il disegno di un recettore in un consiglio di utilizzo.
La ricerca sul CBD pone altre domande: con quali bersagli interagisce, in quali condizioni e con quali conseguenze misurabili? L’articolo su come agisce il CBD distingue esperimenti sulle cellule, studi sulle persone e informazioni su prodotti specifici.
Domande frequenti
Il sistema endocannabinoide è un organo?
No. Il termine descrive messaggeri, recettori ed enzimi distribuiti nell’organismo. Non identifica un unico organo che si possa indicare in un punto del corpo.
Gli endocannabinoidi sono il CBD prodotto dal corpo?
No. Anandamide e 2-AG sono molecole diverse dal cannabidiolo. Avere una parte del nome in comune non le rende sostituibili.
Più segnale significa sempre un funzionamento migliore?
No. Nei sistemi biologici contano contesto, durata e regolazione del segnale. La descrizione del sistema non permette di stabilire che aumentarlo sia utile per una persona.
Dalla biologia alla lettura delle informazioni
Il punto da ricordare è la distinzione fra funzionamento del corpo e caratteristiche di un prodotto. Il passo successivo è capire quali domande vengono affrontate negli studi sul CBD e quali restano aperte.
